mercoledì 28 maggio 2008

una ronda non fa primavera

Dal rapporto di Amnesty International (Roma, 27 maggio 2008):


Nel corso del primo Consiglio dei Ministri, il 21 maggio 2008 a Napoli, com’è noto è stato approvato un insieme di modifiche e proposte normative, anch’esse nominalmente riferite alla “sicurezza”, che prevedono pesanti restrizioni e nuove figure di reato e colpiscono soprattutto gli immigrati, direttamente o indirettamente. Le nuove misure sono state accompagnate da dichiarazioni in linea con la tendenza a stigmatizzare interi gruppi di persone, in particolare i rom e i migranti irregolari. L’attuale leader dell’opposizione Walter Veltroni ha dichiarato che queste misure in larga parte coincidono con quelle pianificate dalla precedente maggioranza di governo.

Il cosiddetto “pacchetto sicurezza” include:

o un decreto legge che punisce con la reclusione e la confisca del bene chi affitta un immobile a un immigrato irregolare, attribuisce più ampi poteri ai sindaci in materia di “ordine e sicurezza pubblica” e rende circostanza aggravante di qualsiasi reato quella di essere stato commesso da un immigrato irregolare;

o un disegno di legge che vuole aumentare da 60 giorni a 18 mesi il tempo massimo della detenzione nei centri a scopo di espulsione e che introduce il reato di ingresso e soggiorno irregolare;

o tre bozze di decreti legislativi che inaspriscono, tra le altre cose, le procedure di asilo.

Hanno espresso allarme per la riforma normativa molte organizzazioni non governative italiane e internazionali e lo stesso Alto Commissariato delle Nazioni per i rifugiati, il quale ha sottolineato come i richiedenti asilo, spesso costretti dalla mancanza di alternative a fare ingresso irregolarmente nei paesi dove cercano protezione, potrebbero venire accusati di aver commesso un reato.

Nel nuovo contesto normativo, quindi, i richiedenti asilo che fuggono da persecuzioni e tortura potrebbero essere accolti in Italia con un’incriminazione per ingresso irregolare – espressamente esclusa dalla Convenzione di Ginevra sullo status dei rifugiati – e con 18 mesi di detenzione in un CPT per il solo fatto di aver messo piede nel nostro paese. Una misura che, secondo gli standard internazionali, dovrebbe essere residuale ed eccezionale.

Amnesty International è estremamente allarmata sia per il contenuto di queste misure, sia per le modalità affrettate e propagandistiche della loro emanazione e per il clima di discriminazione che le ha precedute e che le accompagna.

In questo contesto, in diverse parti d’Italia, vi sono stati attacchi contro le comunità rom. Attacchi che anche Amnesty International condanna e per i quali chiede che siano aperte indagini per accertare le responsabilità, che siano forniti adeguati risarcimenti per le vittime e le loro famiglie e che sia garantita un’adeguata protezione dei rom da qualsiasi forma di violenza.

Nel corso del 2007 e sino a praticamente ieri si sono verificati attacchi violenti ad accampamenti rom in diverse città e sono state segnalate diverse aggressioni ai danni di immigrati romeni e di altre nazionalità, tra cui i recentissimi episodi che hanno colpito a Roma, nel quartiere Pigneto, cittadini del Bangladesh.

La situazione italiana ha suscitato le preoccupazioni delle Nazioni Unite (Comitato per l’eliminazione della discriminazione razziale, marzo 2008) e dell’Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani dell’OSCE, organismo che si occupa a livello internazionale di sicurezza e che ha sottolineato come la ricorrente stigmatizzazione di gruppi quali rom e immigrati aumenta le probabilità che si verifichino violenze contro di loro.

L’Italia e tutti i paesi UE dovrebbero attuare una politica comune per l’inserimento sociale dei rom, piuttosto che marginalizzarli ulteriormente ed espellerli. Ricordiamoci che chi risente particolarmente di queste migrazioni forzate sono i bambini, costretti a fuggire e ad abbandonare la scuola, quindi la possibilità di un futuro dignitoso e più sicuro per tutti.

L’ondata di razzismo coinvolge a cerchi concentrici i cittadini stranieri senza documenti regolari e, di fatto in termini più generali, tutti i migranti presenti nel territorio italiano.

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